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Guide6 Luglio 2026

Franchigia e scoperto nella polizza catastrofali imprese

Franchigia e scoperto non sono la stessa cosa. Il Decreto 18/2025 fissa lo scoperto massimo al 15% del danno: ecco quanto ti resta a carico in un sinistro.

Firmi una polizza catastrofali per l'impresa e leggi due parole che pesano più di quanto sembri: franchigia e scoperto. Sono la parte di danno che resta a carico tuo anche quando il sinistro è coperto. In breve: la franchigia è un importo fisso che la compagnia trattiene su ogni danno, lo scoperto è una percentuale del danno che non ti viene indennizzata. Sulle polizze conformi all'obbligo della Legge 213/2023, il Decreto interministeriale MEF-MIMIT n. 18/2025 mette un tetto: lo scoperto a carico dell'impresa non può superare il 15% del danno indennizzabile fino a 30 milioni di euro di somma assicurata. Sembra un dettaglio tecnico, ma è il fattore che decide quanto incassi davvero dopo un terremoto o un'alluvione. Vediamo come funzionano, come incidono sul risarcimento reale e cosa controllare prima di firmare.

Franchigia e scoperto: due meccanismi diversi che confondi facilmente

Partiamo dalla distinzione, perché nel linguaggio comune vengono usati come sinonimi e non lo sono. La franchigia è una somma fissa in euro. Se la polizza ha una franchigia di 5.000 euro e il danno è di 40.000, la compagnia ne paga 35.000 e i primi 5.000 restano tuoi. Punto.

Lo scoperto invece è una percentuale del danno. Uno scoperto del 15% su un danno di 40.000 euro significa che 6.000 euro restano a carico tuo e ne recuperi 34.000. La differenza pratica è che la franchigia non cresce con il danno, lo scoperto sì: più grande è il sinistro, più grande è la quota che ti resta addosso.

Molti contratti combinano i due, spesso con un "minimo scoperto": lo scoperto del 15% ma non meno di, poniamo, 5.000 euro. È il caso più diffuso sulle polizze aziendali, e va letto con attenzione perché su un danno piccolo può mordere parecchio.

Il tetto del 15% fissato dal Decreto 18/2025

Ecco la novità che tutela l'impresa. Prima dell'obbligo, le compagnie erano libere di caricare scoperti anche molto alti sulle garanzie catastrofali, che restavano un prodotto di nicchia. Con il Decreto n. 18/2025 il legislatore ha messo un paletto: sulle polizze che soddisfano l'obbligo, lo scoperto a carico dell'assicurato non può superare il 15% del danno indennizzabile, per le somme assicurate fino a 30 milioni di euro.

È una tutela pensata proprio per evitare che l'obbligo si trasformi in una copertura solo sulla carta, con scoperti così alti da svuotare il risarcimento. Oltre i 30 milioni di somma assicurata, invece, le condizioni tornano liberamente negoziabili tra impresa e compagnia: parliamo però di realtà industriali grandi, non della piccola impresa media.

Come cambia il risarcimento per fasce di somma assicurata

Il decreto non regola solo lo scoperto, ma anche il limite di indennizzo in rapporto alla somma assicurata. E qui le fasce contano.

  • Fino a 1 milione di euro di somma assicurata: l'indennizzo è pieno, riconosciuto per l'intero valore assicurato nei limiti del danno.
  • Tra 1 e 30 milioni: l'indennizzo minimo garantito è pari al 70% della somma assicurata, con lo scoperto che comunque non supera il 15% del danno.
  • Oltre 30 milioni: limiti, scoperti e franchigie sono liberamente concordati nel contratto, fuori dai vincoli minimi del decreto.

Perché lo scoperto obbligatorio esiste

Verrebbe da chiedersi: perché lasciare comunque una quota a carico dell'assicurato? La risposta sta nella logica assicurativa. Lo scoperto responsabilizza l'impresa e scoraggia le richieste gonfiate. Se una fetta del danno la paghi tu, hai interesse a dichiarare i valori corretti, a fare manutenzione e a non presentare sinistri pretestuosi.

C'è poi la sostenibilità del sistema. I rischi catastrofali sono per definizione concentrati: un terremoto colpisce migliaia di imprese lo stesso giorno. Uno scoperto contenuto ma presente aiuta a tenere in equilibrio la mutualità, cioè il fatto che i premi di tutti servano a pagare i danni di pochi. Senza quel margine, i premi salirebbero per chiunque.

Esempio pratico: quanto incassi davvero

Prendiamo un caso concreto. Un capannone assicurato per 500.000 euro subisce danni da alluvione per 100.000 euro. La polizza è conforme, con scoperto del 15% e nessuna franchigia fissa aggiuntiva.

Lo scoperto del 15% su 100.000 euro vale 15.000 euro: restano a carico tuo. L'indennizzo è quindi di 85.000 euro. Se invece la somma assicurata fosse stata dichiarata troppo bassa rispetto al valore reale del bene, scatterebbe anche la regola proporzionale, che riduce ulteriormente il rimborso. È il motivo per cui scoperto e valore assicurato vanno guardati insieme, mai separatamente.

Su come dimensionare correttamente il valore da assicurare abbiamo una guida dedicata ai capannoni e agli immobili strumentali d'impresa, che spiega la differenza tra valore a nuovo e valore reale.

Franchigia alta o bassa: quale conviene alla tua impresa

Non esiste una risposta universale, ma un principio sì. Una franchigia più alta abbassa il premio annuo, perché ti accolli i danni piccoli. Una franchigia più bassa costa di più ma ti lascia meno esposto sui sinistri di importo contenuto.

La regola pratica che diamo spesso agli imprenditori è questa: alza la franchigia sui danni che la tua cassa può assorbire senza problemi, e concentra la protezione sull'evento grave, quello che ti metterebbe in ginocchio. Un'impresa solida può tollerare una franchigia di qualche migliaio di euro; una micro impresa con poca liquidità farà meglio a tenerla bassa, anche a costo di un premio leggermente superiore.

Cosa verificare nel contratto prima di firmare

Prima di mettere la firma, tre controlli che evitano brutte sorprese al primo sinistro.

  1. 1.Leggi se lo scoperto ha un "minimo": uno scoperto del 15% con minimo 5.000 euro si comporta come una franchigia sui danni piccoli. Verifica l'importo.
  2. 2.Controlla che lo scoperto rispetti il tetto del 15% del decreto: se la polizza deve soddisfare l'obbligo di legge, non può andare oltre per le somme fino a 30 milioni.
  3. 3.Guarda il limite di indennizzo rispetto alla somma assicurata: assicurati che rientri nelle fasce del decreto e che la somma dichiarata rifletta il valore reale dei beni.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra franchigia e scoperto? La franchigia è un importo fisso in euro che resta a carico tuo su ogni danno. Lo scoperto è una percentuale del danno: cresce insieme all'importo del sinistro. Molte polizze aziendali li combinano, con uno scoperto percentuale e un minimo espresso in euro.

Quanto può essere lo scoperto su una polizza catastrofali obbligatoria? Sulle polizze conformi alla Legge 213/2023, il Decreto n. 18/2025 fissa un tetto: lo scoperto non può superare il 15% del danno indennizzabile per le somme assicurate fino a 30 milioni di euro. Oltre quella soglia le condizioni sono negoziabili.

Lo scoperto si può eliminare pagando di più? Sulle garanzie catastrofali lo scoperto è un elemento strutturale legato alla natura del rischio, e il decreto lo prevede espressamente. Si può in genere ridurre la franchigia fissa o alzare i massimali, ma una quota a carico dell'assicurato tende a restare.

Come incide lo scoperto sul risarcimento reale? Su un danno di 100.000 euro con scoperto del 15%, restano a carico tuo 15.000 euro e ne recuperi 85.000. Se la somma assicurata è più bassa del valore reale del bene, si aggiunge la regola proporzionale, che riduce ancora l'importo liquidato.

Conviene una franchigia alta per pagare meno premio? Dipende dalla tua liquidità. Una franchigia alta abbassa il premio ma ti espone sui danni piccoli. Il criterio sensato è accollarti solo i danni che la cassa aziendale può assorbire, tenendo la protezione piena sull'evento grave.

Conclusione

Franchigia e scoperto non sono il dettaglio noioso in fondo al contratto: sono la misura di quanto ti resta in tasca dopo un terremoto o un'alluvione. Il tetto del 15% del Decreto n. 18/2025 ti protegge, ma solo se la polizza è davvero conforme e la somma assicurata rispecchia il valore reale dei beni. Leggi lo scoperto, controlla il minimo, verifica le fasce di indennizzo. Se vuoi capire come si combinano questi parametri sui beni della tua impresa, richiedi un preventivo personalizzato e li analizziamo insieme.

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