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Normativa13 Luglio 2026

Imprese agricole e obbligo catastrofali: il Fondo AgriCat

Le imprese agricole sono escluse dall'obbligo catastrofali della Legge 213/2023. Il loro canale è il Fondo AgriCat: cosa copre, cosa no e cosa conviene fare.

Se hai un'impresa agricola e ti stai chiedendo se l'obbligo di polizza catastrofali ti riguarda, la risposta è chiara: no. Le imprese agricole, quelle definite dall'articolo 2135 del Codice Civile, sono espressamente escluse dall'obbligo assicurativo introdotto dalla Legge 213/2023. Il decreto attuativo lo conferma: l'unica categoria esclusa dall'obbligo sono le imprese agricole. Questo però non vuol dire che il settore sia lasciato senza protezione. Per l'agricoltura esiste un canale dedicato, con logica e strumenti propri: il Fondo AgriCat, il fondo mutualistico nazionale per la copertura dei danni catastrofali alle produzioni agricole. Vediamo perché le imprese agricole sono fuori dall'obbligo generale, cos'è AgriCat, cosa copre davvero e cosa conviene fare per non restare scoperti sui rischi che il fondo non tocca.

Le imprese agricole sono escluse: cosa dice la norma

Partiamo dalla certezza normativa. L'obbligo della Legge 213/2023 grava sulle imprese tenute all'iscrizione nel Registro delle Imprese ai sensi dell'articolo 2188 del Codice Civile. Il Decreto MEF-MIMIT n. 18/2025 precisa che sono escluse dall'obbligo solamente le imprese di cui all'articolo 2135 del Codice Civile, cioè le imprese agricole.

L'articolo 2135 definisce imprenditore agricolo chi esercita coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento di animali e le attività connesse. Se la tua attività rientra in questa definizione, l'obbligo di stipulare la polizza catastrofale generale non ti riguarda. Attenzione però: come vedremo, il confine con le attività connesse può creare zone grigie.

Perché l'agricoltura ha un regime separato

L'esclusione non è una dimenticanza, è una scelta. Il rischio agricolo ha una natura diversa da quello di un capannone industriale. In agricoltura il danno catastrofale colpisce spesso le produzioni — i raccolti, le colture in campo — più che i fabbricati, e con dinamiche stagionali e climatiche specifiche.

Per questo l'Italia ha costruito nel tempo un sistema dedicato, fatto di polizze agevolate, contributi pubblici e strumenti mutualistici pensati sulla realtà del settore. Inserire l'agricoltura nell'obbligo generale delle imprese avrebbe mescolato due mondi con logiche assicurative incompatibili. Da qui il canale separato, di cui AgriCat è il pilastro più recente.

Cos'è il Fondo AgriCat

AgriCat è il Fondo mutualistico nazionale per la copertura dei rischi catastrofali in agricoltura, operativo con l'obiettivo di dare a tutte le aziende agricole una protezione di base contro i tre principali eventi climatici catastrofali: alluvione, gelo-brina e siccità.

Funziona con logica mutualistica e con il sostegno di risorse pubbliche, in particolare fondi europei della PAC. Le aziende agricole beneficiarie contribuiscono attraverso un prelievo, e in cambio ricevono una copertura di base sulle produzioni colpite dagli eventi coperti. È uno strumento di sistema, non una polizza commerciale che si sceglie sul mercato.

Cosa copre AgriCat e cosa resta fuori

Qui sta il punto pratico che ogni agricoltore dovrebbe capire. AgriCat offre una copertura di base sulle produzioni agricole per alluvione, gelo-brina e siccità. È un paracadute minimo, non una copertura totale.

Cosa resta tipicamente fuori: i danni ai fabbricati rurali, ai capannoni, ai macchinari e alle attrezzature; gli eventi non compresi tra i tre coperti; le produzioni oltre le soglie e i parametri del fondo. In altre parole, AgriCat protegge il raccolto dai grandi eventi climatici, ma non mette al riparo la stalla, il magazzino o il trattore da un terremoto o da una frana. Per quei beni serve una copertura assicurativa separata, che l'azienda agricola può comunque stipulare volontariamente sul mercato.

La zona grigia: attività connesse e iscrizione al Registro

C'è un caso che merita attenzione. Molte aziende agricole svolgono anche attività connesse — agriturismo, trasformazione e vendita di prodotti, lavorazioni per conto terzi — e alcune sono iscritte al Registro delle Imprese oltre che nella sezione speciale agricola.

La linea di demarcazione va valutata con attenzione, perché un'attività che esce dalla definizione dell'articolo 2135 e assume natura commerciale o industriale potrebbe rientrare nell'obbligo generale per quella parte. In caso di attività miste, conviene chiarire la propria posizione con una visura e con il proprio consulente, per capire se e per quali beni l'obbligo della Legge 213/2023 possa applicarsi.

Cosa conviene fare comunque

Escluse dall'obbligo non significa protette da tutto. Un'azienda agricola prudente ragiona su due livelli: la copertura di base delle produzioni via AgriCat, e la protezione dei beni strumentali — fabbricati rurali, magazzini, macchinari — che AgriCat non copre.

  1. 1.Verifica la tua posizione rispetto ad AgriCat e alle polizze agricole agevolate, che restano lo strumento principale per le produzioni.
  2. 2.Valuta una copertura assicurativa volontaria su fabbricati rurali, magazzini, stalle e macchinari, esposti a terremoto, alluvione e frana come qualsiasi altro immobile.
  3. 3.Se svolgi attività connesse iscritte al Registro delle Imprese, chiarisci con una visura se una parte dell'attività rientra nell'obbligo generale.
  4. 4.Considera la zona di rischio: un'azienda in area sismica o lungo un corso d'acqua ha un'esposizione reale sui beni strumentali, indipendentemente da AgriCat.

Domande frequenti

L'obbligo catastrofali della Legge 213/2023 vale per le imprese agricole? No. Le imprese agricole di cui all'articolo 2135 del Codice Civile sono espressamente escluse dall'obbligo. Il Decreto n. 18/2025 lo conferma: l'agricoltura è l'unica categoria esclusa. Il settore ha un regime dedicato, di cui AgriCat è lo strumento principale.

Cos'è il Fondo AgriCat? È il Fondo mutualistico nazionale per la copertura dei rischi catastrofali in agricoltura. Offre alle aziende agricole una protezione di base sulle produzioni contro alluvione, gelo-brina e siccità, con logica mutualistica e sostegno di risorse pubbliche, tra cui i fondi europei della PAC.

AgriCat copre i fabbricati e i macchinari agricoli? Tipicamente no. AgriCat protegge le produzioni agricole dai grandi eventi climatici, non i beni strumentali come fabbricati rurali, magazzini e macchinari. Per proteggere questi beni da terremoto, alluvione e frana serve una copertura assicurativa separata, stipulabile volontariamente.

Un'azienda agricola con agriturismo è soggetta all'obbligo? Dipende. Se l'attività resta nel perimetro dell'articolo 2135 come attività connessa, l'esclusione si applica. Se una parte assume natura commerciale ed è iscritta al Registro delle Imprese, quella parte potrebbe rientrare nell'obbligo. Conviene verificare la propria posizione con una visura e un consulente.

Conviene assicurare comunque i beni dell'azienda agricola? Sì, quando l'azienda ha fabbricati, magazzini o macchinari di valore in zone esposte a rischio sismico o idraulico. AgriCat non li copre, e un terremoto o un'alluvione colpiscono la stalla come qualsiasi altro immobile. Una copertura volontaria su questi beni chiude un buco che il fondo lascia aperto.

Conclusione

Le imprese agricole sono fuori dall'obbligo catastrofali generale, ma non fuori dal rischio. AgriCat offre un paracadute di base sulle produzioni contro alluvione, gelo-brina e siccità; lascia però scoperti fabbricati, magazzini e macchinari, che restano esposti a terremoto e frana come ogni altro bene. Il ragionamento sensato è a due livelli: sfruttare il canale agricolo dedicato per le colture e valutare una copertura volontaria per i beni strumentali. E se svolgi attività connesse, controlla la tua posizione con una visura. Per una copertura sui beni della tua azienda agricola, richiedi un preventivo personalizzato.

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