Zone a rischio sismico in Italia: dove conviene di più assicurarsi
Mappa completa della classificazione sismica italiana: zona 1, 2, 3, 4. Come il rischio della tua area influenza il premio della polizza terremoto.
La classificazione sismica del territorio italiano è uno strumento fondamentale per capire il livello di rischio nella propria area e per valutare l'opportunità di stipulare una polizza terremoto. Ecco una guida completa alle quattro zone sismiche e alle implicazioni assicurative.
Le quattro zone sismiche italiane
Il territorio italiano è suddiviso in quattro zone di pericolosità sismica, stabilite dall'Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274/2003 e successive modifiche:
- 1.Zona 1 — Massima pericolosità: Sicilia orientale, Calabria, Campania meridionale, Basilicata, Marche, Umbria, Friuli-Venezia Giulia orientale. Probabilità elevata di terremoti distruttivi.
- 2.Zona 2 — Alta pericolosità: gran parte dell'Italia centro-meridionale, Veneto orientale, Friuli occidentale. Possibili forti terremoti.
- 3.Zona 3 — Moderata pericolosità: Sardegna, parte del Veneto e Lombardia, Toscana meridionale, Liguria. Terremoti moderati possibili.
- 4.Zona 4 — Bassa pericolosità: Pianura Padana (Milano, Torino, Bologna), parte della Toscana settentrionale. Rischio sismico basso ma non nullo.
Come la zona sismica influenza il premio assicurativo
Il zonaggio sismico è il fattore principale che le compagnie assicurative usano per calcolare il premio della polizza terremoto. Il differenziale tra zona 1 e zona 4 può essere anche di 3-5 volte.
Esempio pratico per un'abitazione di 100mq valore €200.000: Zona 4 (bassa): ~€100-150/anno. Zona 3 (moderata): ~€150-250/anno. Zona 2 (alta): ~€250-400/anno. Zona 1 (massima): ~€400-700/anno.
Le regioni più a rischio: dove assicurarsi è più urgente
Le regioni con maggiore esposizione al rischio sismico in Italia:
- •Sicilia orientale (Catania, Messina, Ragusa): zona 1 per gran parte del territorio
- •Calabria: quasi interamente in zona 1 e 2
- •Campania meridionale (Avellino, Salerno): zone 1 e 2
- •Basilicata: zone 1 e 2
- •Marche e Umbria: zone 1 e 2, colpite nel 2016
- •Friuli-Venezia Giulia orientale: zona 1, colpita nel 1976
- •Abruzzo: zone 1 e 2 (L'Aquila 2009)
- •Emilia-Romagna settentrionale: zona 2-3 (sisma 2012)
Microzonazione sismica: il dettaglio locale conta
Oltre alla classificazione regionale, la microzonazione sismica fornisce informazioni a scala locale sulle caratteristiche del terreno che possono amplificare o attenuare il rischio. Due immobili nella stessa zona sismica ma su suoli diversi (roccia vs terreno alluvionale) possono avere rischi molto diversi.
Alcuni Comuni e Regioni hanno elaborato mappe di microzonazione sismica disponibili gratuitamente. Verificare la microzonazione del proprio Comune può aiutare a valutare meglio il rischio reale.
Conclusione
Conoscere la zona sismica del proprio immobile è il primo passo per valutare l'opportunità di una polizza terremoto. Anche nelle zone a bassa pericolosità (zona 3-4), un terremoto moderato può causare danni significativi a edifici vecchi o costruiti con tecniche non antisismiche. Per chi abita nelle zone 1 e 2, la polizza terremoto è fortemente consigliata.
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